di G. G. Bolero Film, 24 settembre 1961
<aside> 🇬🇧 Click here for the English translation 🇬🇧
</aside>
*Comment on Facebook*Questo è il credo artistico del cantante lirico più pagato del mondo a cui però si fa l’accusa di avere un pessimo carattere.
A New York, l’inverno scorso c’era una « grande prima » al Metropolitan. Debuttava un tenore italiano ancora poco conosciuto in America ma di cui si diceva gran bene. In Italia, in Europa era famoso, aveva cantato per varie stagioni alla Scala di Milano. Il suo nome : Franco Corelli.
Il successo dello spettacolo confermò ogni più lusinghiera previsione. Gli intenditori paragonarono la sua voce a quella dell’illustre Caruso. Le signore decretarono che Corelli era più bello di Errol Flynn, quando Errol era al colmo della sua fama. In una sola sera, Corelli ha conquistato New York.

Franco Corelli predilige, tra i tanti teatri dove si esibisce, l’Arena di Verona. Eccolo nella fotografia a destra mentre contempla in pieno giorno l’immensa cavea deserta, pregustando il momento di andare in scena.
Una gran folla attendeva il cantante all’uscita degli artisti. La temperatura di quella gelida notte invernale era di 10 gradi sotto zero. Ma Corelli dovette indugiarsi a firmare autografi su autografi, cosicché arrivò in albergo verso le due del mattino. Dopo la lunga sosta al gelo lo accolse l’atmosfera surriscaldata del suo appartamento. Difatti il giorno dopo una lieve raucedine appannava la voce del tenore. Corelli era allarmato. La sera stessa doveva tornare in scena. Poi, verso il tramonto, come per miracolo (San Gennaro è di casa anche a Broadway) il raffreddore passò, la voce si schiarì. Corelli coglie un nuovo trionfo; ma, al momento di uscire dal teatro sussurra alla moglie : « Stavolta, però, cerchiamo di passare inosservati...»

Corelli si concede uno dei suoi pochi svaghi : una partita a biliardo. « Sono le uniche... stecche che siano consentite a un cantante », suole dire ridendo agli amici.
I due si avviano. Un tassì li attende in istrada. Il tenore sta per infilarsi dentro quando gli ammiratori sbucano da tutte le parti, si affollano attorno alla macchina, fermano il traffico delle altre vetture. Non c’è scampo. Tra strombettamenti di clacson e imprecazioni di guidatori, Corelli, seduto in macchina, deve riprendere a firmare autografi.
Il cantante racconta volentieri questo episodio.
«Non potevo deludere il pubblico, che dopo avermi ascoltato, voleva manifestarmi ancora il suo entusiasmo », dice. « D’altra parte, dovevo pure conservarmi per il pubblico che sarebbe venuto a sentirmi le sere successive...»
La carriera di Corelli corre infatti sotto il tiro incrociato di due fuochi : da una parte il pubblico con le sue sacrosante esigenze, col suo amore spesso tirannico ed esclusivo; dall’altra, i cento doveri di un artista famoso : la voce, il repertorio, i direttori d’orchestra, i critici, i contratti, le tournées.
Negli ambienti lirici, lo hanno soprannominato « il Callas dei tenori » per certi suoi atteggiamenti da «divo», per il suo carattere fiero, impetuoso, e talvolta bisbetico. In realtà, temperamento a parte, se la Callas è una grande artista che ha rivoluzionato il bel canto, Corelli sotto questo punto di vista è della stessa sua stoffa. Anche per lui è valido il principio: « Non basta avere una bella voce, bisogna anche essere bravi attori ».
Una sola differenza c’è fra Corelli e la Callas : l’una, sovente serve prima se stessa e poi il pubblico; l’altro serve prima il pubblico e poi se stesso.
« Quando sento che il pubblico mi dà ragione, che è dalla mia parte, non ho più paura di nulla. »
Tuttavia l’amore che egli ha per il suo pubblico lo spinge spesso a urtarsi con i colleghi e i direttori di orchestra. Bastino questi due esempi.
Nel 1958, a Roma, durante le prove del Don Carlos, per poco non ingaggiò un duello in scena col basso Boris Cristoff. Corelli era Don Carlos; Cristoff, Filippo II. I due cantanti dovevano, per esigenze della vicenda, snudare le spade. Sennonché, il basso pretendeva che Corelli arretrasse di alcuni passi. Questi, non ritenendo la cosa compatibile col proprio personaggio, non si mosse. Morale: un incidente di cui parlarono tutti i giornali e che rischiò di far naufragare il lavoro.

...Qui su, è nel suo camerino. Corelli si trucca da sé con consumata abilità.
L’altro episodio è avvenuto quest’anno alle prove di Carmen all’Arena di Verona. Il direttore d’orchestra, un americano « importato » dagli Stati Uniti, voleva che Corelli nel cantare si adeguasse meglio allo spartito originale. Corelli, al contrario, sosteneva che la lieve variante da lui attuata, valorizzando i suoi mezzi vocali, giovasse allo spettacolo. Il maestro, inviperito, depose la bacchetta e tornò in America. Corelli rimase e la ebbe vinta.

...Nella foto sotto il cantante è con Maria Callas in « Poliuto ».
Come tutti gli amori, però, anche quello del cantante per il pubblico non è senza burrasche. In altre occasioni, Corelli non ha esitato ad accapigliarsi con spettatori insolenti o insofferenti. Una volta fece irruzione in un palco e prese per il bavero uno spettatore che gli aveva rivolto parole di scherno quando era apparso al proscenio per spartire gli applausi con la sua compagna di scena; un’altra volta si scagliò contro un signore che stava imbrattando di scritte offensive il manifesto col suo nome.
Eppure nella vita privata, Corelli è un uomo mite che non alza mai la voce per nessun motivo. Nato ad Ancona, il tenore ha fatto studi tecnici e avrebbe voluto diventare ingegnere. Era dotato di un fisico atletico, e praticava molti sport. Per di più, possedeva una bella voce tenorile per nulla valorizzata. Fu una sorella, furono un paio di amici che lo convinsero a presentarsi a un concorso per cantanti lirici. Corelli fu ascoltato da Ildebrando Pizzetti che rimase impressionato dai suoi mezzi vocali. Più tardi, vinse una borsa di studio e andò a studiare a Firenze. Debuttò a Roma; nel 1952 in Don Carlos [Giulietta e Romeo di Zandonai].
...il tenore è nella sua casa di Milano con la moglie Loretta. La consorte gli fa da segretaria e da amministratrice. I due si sono conosciuti a Roma nel '53 [52] dove lei studiava canto. [In realtà entrambi cantavano al Teatro dell'Opera di Roma]
La sua carriera è stata rapida, fulminea. Corelli non ha fatto anticamera, non conosce la malinconia delle pensioncine per artisti di teatro e delle lunghe attese nelle anticamere degli impresari. È un bene, è un male? Da una parte questo gli ha dato una sicurezza una « nobiltà » e un piglio che molti colleghi gli invidiano; dall’altra lo ha reso segretamente insoddisfatto. Corelli vorrebbe studiare, esercitarsi sempre. Anche in questi mesi estivi, in cui ha potuto concedersi le prime vere vacanze dopo tanti anni, Corelli ha approfittato di ogni momento libero per ripassare spartiti, e migliorarsi. Giorni or sono era al Lido di Venezia per la Mostra del Cinema, ma correva ogni giorno alla Fenice a far i vocalizzi, a provare intere arie. E, in teatro, durante la stagione lirica, sua moglie seminascosta in un palco di proscenio lo riprende con una cinepresa e registra su nastro magnetico il suo canto. Poi i due proiettano i film in privato e si scambiano le impressioni. Così Corelli ha modo di migliorare mìmica, dizione ed emissione vocale.
Per tutti questi motivi (il rapido successo e la continua ricerca del meglio) il cantante è tanto piaciuto agli americani che gli hanno fatto cento nuove proposte : film, commedie musicali, giri di concerti, « tournée liriche ». Per questo piace al più « americano » dei nostri produttori cinematografici che lo tiene sotto contratto riproponendosi di lanciarlo quanto prima sugli schermi.
A Corelli la cosa sorride. Dice, pensoso: « Purché mi offrano un buon soggetto... E purché il pubblico sia, naturalmente, dalla mia parte... »
🌹

*Leggi altre interviste e articoli su Corelli: Interviews & articles*Uno degli obiettivi del Franco Corelli Info Center (tra i tanti) è quello di rendere nuovamente disponibili vecchi articoli come questo a tutti gli appassionati. Se trovi utile questo lavoro, puoi lasciare un piccolo "ringraziamento" qui sotto, oppure diventare un sostenitore mensile e aiutarmi a dedicare più tempo e risorse a questa missione. Grazie di 💖
🇮🇹 In italiano: Modi per sostenere il Franco Corelli Info Center
**Home Interviste Riassunti Banche dati Audio e video 🇬🇧 Home**
<aside>
<img src="/icons/info-alternate_orange.svg" alt="/icons/info-alternate_orange.svg" width="40px" /> Tutte le informazioni su Corelli: 🇮🇹 Franco Corelli Info Center
🇬🇧 *francocorelli.info* o 🇮🇹 ***corelli.notion.site***
</aside>
<aside> ✉️
</aside>
🇮🇹 Franco Corelli Info Center | in Italiano
Franco Corelli Info Center | Instagram, Facebook | Linktree
<aside> 💖 Se vuoi aiutare il mio lavoro o ringraziare con una piccola donazione ⬇
</aside>
<aside> 💖 Diventa un sostenitore regolare della missione e approfitta dei benefici extra ⬇
</aside>
Support Franco Corelli Info Center on Ko-fi! ❤️. ko-fi.com/francocorelliinfo
<aside> <img src="/icons/info-alternate_green.svg" alt="/icons/info-alternate_green.svg" width="40px" /> Tutte le informazioni sulle rappresentazioni, i partner e il repertorio di Corelli ⬇
</aside>
Franco Corelli’s performances - Database | Built with Notion
<aside> <img src="/icons/info-alternate_blue.svg" alt="/icons/info-alternate_blue.svg" width="40px" /> Leggi articoli, interviste, aneddoti e alto nell'archivio del gruppo Franco Corelli Info Center ⬇
</aside>
Franco Corelli Info Center Archive | Built with Notion
<aside> <img src="/icons/info-alternate_orange.svg" alt="/icons/info-alternate_orange.svg" width="40px" /> Iscriviti alla newsletter FCIC per ricevere le novità/rarità pubblicate su Corelli ⬇
</aside>
Franco Corelli Info Center Newsletter
<aside> <img src="/icons/info-alternate_pink.svg" alt="/icons/info-alternate_pink.svg" width="40px" /> Se non vuoi perderti nulla di Franco, assicurati di seguirci sulle nostre piattaforme di social media ⬇
</aside>